Uso del ciuccio
Uso del ciuccio

Uso del ciuccio: pro e contro

Decidere se usare il ciuccio o meno è un dubbio comune nell’educazione dei bambini. A prima vista sembra un accessorio innocuo che calma il neonato, generalmente in modo rapido ed efficace, ma è normale che sorgano delle domande: aiuta davvero? È benefico per il suo sviluppo? Può avere effetti negativi a lungo termine?

In questo articolo ti accompagniamo a chiarire questi dubbi in modo semplice e diretto, analizzando i pro e i contro dell’uso del ciuccio affinché tu abbia le informazioni necessarie per prendere la decisione migliore per tuo figlio.

Cos’è il ciuccio?

Il ciuccio è un accessorio che aiuta a soddisfare il naturale bisogno di suzione dei neonati. Oltre all’alimentazione, i bambini trovano nella suzione calma e conforto.

I ciucci possono essere classificati principalmente tenendo conto di tre caratteristiche:

  • La tettarella:
    • Anatomica: con una forma leggermente piatta e rialzata che si adatta al palato del neonato, esercitando una lieve pressione su di esso. Cerca di imitare la forma del capezzolo materno.
    • Fisiologica: più piatta e simmetrica, progettata per interferire il meno possibile con lo sviluppo della bocca del neonato.
    • Rotonda: ricorda una ciliegia o una pera, è la meno consigliata di tutte, in quanto può interferire maggiormente con la forma del palato e la dentizione. È stata la più usata in passato.
  • Il materiale:
    • Lattice: più morbido ed elastico, anche se si consuma più rapidamente con l’uso.
    • Silicone: più duro e resistente, facile da pulire, il che lo rende più igienico, sebbene meno flessibile.
  • Il corpo o scudo: deve sempre avere dei fori per prevenire il rischio di soffocamento.
    • In plastica: i più comuni. Deve essere flessibile per evitare traumi in caso di cadute o urti.
    • In silicone: più flessibili e di solito più grandi di quelli in plastica.

Inoltre, i ciucci vengono prodotti in diverse taglie (le più comuni 0-6 mesi, 6-18 mesi, oltre 18 mesi, anche se ogni marca può avere le proprie variazioni) per adattarsi adeguatamente alla crescita della bocca dei bambini.

La scelta del ciuccio giusto dipenderà dall’età del neonato, dalle sue preferenze e dalle raccomandazioni del pediatra, poiché non tutti i bambini si adattano allo stesso modo a ogni tipo.

Da quando si può usare il ciuccio?

Uno dei dubbi che può sorgere è quando sia il momento giusto per iniziare a usare il ciuccio.

La risposta può variare a seconda del neonato, ma, in generale, si raccomanda quanto segue:

  • Neonati nutriti al seno: è consigliabile aspettare a usare il ciuccio fino a quando l’allattamento sia ben consolidato, cioè quando il neonato si attacca correttamente al seno, succhia in modo efficace e aumenta di peso in modo adeguato. Questo di solito avviene intorno alle 3-4 settimane di vita.
  • Neonati nutriti con formula artificiale: in questo caso, il ciuccio può essere offerto fin dai primi giorni di vita, sempre con moderazione e seguendo le linee guida di sicurezza.

Benefici dell’uso del ciuccio

L’uso del ciuccio può offrire diversi vantaggi per i neonati:

  • Soddisfa il bisogno di suzione e lo stimola: i neonati hanno un riflesso naturale di suzione che offre loro calma e sicurezza. Questa stimolazione del riflesso di suzione può essere particolarmente utile nei neonati prematuri.
  • Aiuta a calmare il neonato: quando è agitato o infastidito, il ciuccio può contribuire a tranquillizzarlo.
  • Riduce lo stress e il dolore durante procedure spiacevoli: la suzione ha un effetto analgesico, aiutando, ad esempio, a diminuire il dolore durante le vaccinazioni o altre procedure che possono causare tensione o dolore.
  • Favorisce l’addormentamento: può aiutare il neonato a dormire più rapidamente e a mantenere un sonno più tranquillo.
  • Contribuisce a ridurre il rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) nei neonati nutriti con formula artificiale.

Svantaggi dell’uso del ciuccio

Sebbene il ciuccio possa essere utile, è anche importante conoscere i suoi possibili svantaggi:

  • Può creare dipendenza: alcuni neonati si abituano al ciuccio e possono averne bisogno frequentemente per calmarsi o addormentarsi.
  • Favorisce la comparsa di otite: l’uso prolungato può aumentare il rischio di infezioni dell’orecchio medio.
  • Problemi dentali a lungo termine: un uso eccessivo, soprattutto oltre i 12 mesi, può influire sull’allineamento dei denti e sulla forma del palato. Per questo motivo, si raccomanda di non prolungarne l’uso oltre questa età.
  • Può alterare l’allattamento: se viene introdotto troppo presto nei neonati allattati al seno, può interferire con la tecnica di suzione e influire sulla produzione di latte. Inoltre, il suo uso è stato associato a disturbi del meccanismo di suzione e a uno svezzamento precoce.
  • Rischio di incidenti: generalmente legato a soffocamento o asfissia dovuti al distacco di parti o meccanismi di fissaggio.

Consigli pratici per l’uso sicuro del ciuccio

Nel caso tu decida di usare il ciuccio, tieni presenti queste raccomandazioni per un uso sicuro e responsabile:

  • Scegli un ciuccio adatto all’età del tuo neonato.
  • Lascia che sia il neonato a dettare il ritmo: se non mostra interesse, non forzarlo a usarlo.
  • Mantieni una buona igiene: pulisci il ciuccio frequentemente e sostituiscilo quando mostra segni di usura.
  • Opta per ciucci monopezzo, per ridurre il rischio che si rompano e causino soffocamento, e che lo scudo abbia fori di ventilazione.
  • Usa cordoncini corti per fissarlo. I cordoncini lunghi possono sporcarsi facilmente e rappresentano un pericolo di strangolamento per il neonato.
  • Assicurati che sia il ciuccio sia la sua clip siano conformi alla normativa europea (EN 1400:2002 e EN 12586:2011 rispettivamente).

In sintesi, l’uso del ciuccio presenta sia benefici che possibili svantaggi. L’importante è conoscere entrambi gli aspetti e valutare quale sia l’opzione migliore per ogni neonato. In caso di dubbi, è sempre consigliabile consultare il pediatra, che potrà fornire indicazioni in base alle esigenze specifiche di ciascun bambino.

A cura di Dr. Maria Laura Chiozza e Dr. Virginia Martínez.

BIBLIOGRAFIA:

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